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Wednesday, 7 September 2011

JUSTIN WNADJA

06/02/2011 - Bisogno di vivere



Sono passati quasi quattro anni dal nostro ultimo viaggio in Camerun. Ora stiamo organizzando il viaggio in Italia di quattro o cinque fratelli germani (même père, même mère, come dicono loro) di Justin: Julienne, Gilbert, Hélène, Jeannette, Jean (1). Non è un viaggio di piacere. La speranza è che il midollo osseo di uno di loro sia compatibile con quello di Justin.
Un giorno della scorsa primavera, Justin è tornato a casa dicendomi che, da un controllo di routine prima di un banale intervento di vene varicose, i medici hanno visto "un'ombra ai polmoni". Si trattava di linfonodi del mediastino ingrossati. La diagnosi, avuta dopo qualche settimana, è stata di linfoma non-Hodgkin a cellule T periferiche NOS. Una brutta bestia. Al centro ematologico di Tor Vergata (Roma) ci hanno subito detto che sarebbe stato necessario un trapianto di midollo osseo da donatore per avere una speranza di guarigione. E i primi candidati donatori sono i fratelli germani di Justin, tutti residenti in Camerun. Nel frattempo si sarebbe fatta della chemioterapia allo scopo di ridurre il tumore e aumentare le possibilità di successo del trapianto.
Justin ha appena completato il settimo ciclo di chemioterapia, che speriamo riesca infine a portare a una remissione completa o quasi. Intanto i fratelli di Justin stanno facendo i loro passaporti e le pratiche per ottenere il visto di ingresso. A Roma verranno sottoposti a tipizzazione HLA e, se si troverà un donatore compatibile (vi è una probabilità del 25% per ogni fratello), si procederà al trapianto. Questi interventi ospedalieri sono gratuiti, ma sono a nostro carico tutte le spese burocratiche, di viaggio e soggiorno dei cinque fratelli. Abbiamo ricevuto molta solidarietà concreta da familiari e amici, ma occorrono altri fondi per far fronte a tutte le necessità.
Per questo ho deciso di scrivere questo articolo chiedendo un contributo, in cambio di una copia di una raccolta di poesie scritte da Justin e pubblicate nel 2004, in occasione della morte per AIDS di una nostra cognata. All'epoca la pubblicazione ha sostenuto una raccolta fondi in favore di un'associazione del Camerun attiva nella lotta contro l'epidemia di AIDS. Oggi abbiamo ancora diverse copie del libro, intitolato "Bisogno di vivere". Questa è la retrocopertina:
Se desideri contribuire, versa un importo sul conto corrente intestato a Justin Wandja, IBAN IT67V0316501600000110293163, SWIFT IWBKITMM, con causale "Contributo viaggio donatori". Spedirò una copia del volumetto per ogni contributo di almeno 12 euro (15 per spedizioni fuori dall'Italia). Dopo aver fatto il versamento, manda un'e-mail all'indirizzo perjustin@separatasede.amtrad.it per richiedere il libro, indicando un indirizzo postale (per accelerare la spedizione allega una copia del bonifico).
Un grazie in anticipo da Alessandra e Justin.

(1) La venuta di Jean è in dubbio. Ha una patologia che gli impedirebbe di donare il midollo


Tuesday, 26 April 2011

Malcolm X

Malcolm X

Anonimo proprio no!

Malcolm X

Settimo di 11 figli, Malcolm nasce il 19 maggio 1925 a Omaha, nel Nebraska. Suo padre, Earl Little, era un pastore battista mentre la madre, Louise Norton, era un'immigrata di Grenada, a quel tempo isola antillana che apparteneva all'impero britannico. Entrambi avevano aderito alla Universal Negro Improvement Association, il movimento pan-africanista di liberazione dei neri, fondato nel 1914 dal politico giamaicano Marcus Garvey.

A quel tempo tra i gruppi razzistici più attivi vi era il Ku Klux Klan, fondato nel 1867 nel Tennessee da ex-appartenenti all'esercito sudista, messo fuorilegge nel 1869 e rinato in Georgia nel 1915. Proprio a questa organizzazione si attribuì, nel 1931, la morte del padre di Malcolm, colpevole di aver predicato in quartieri segregati dei neri.


Nel 1937 la cronica mancanza di reddito e la grave malattia che aveva colpito la madre cominciarono a disgregare la famiglia di Malcolm, che venne affidato ad alcuni amici. L'anno seguente fu espulso dalla scuola per "cattiva condotta e comportamento anti-sociale" e venne spedito nella casa di correzione di Lansing. Nel gennaio 1939 gli assistenti sociali e il giudice decisero, dopo l'aggravamento della malattia, di rinchiudere la madre Louise in manicomio. Intanto Malcolm, nel correzionale dello Stato del Michigan, si segnalava come brillante studente, anche se sente molto forte la discriminazione che pesa sulla sua carriera dell'avvocato.

Poco dopo, insieme alla famiglia, si stabilisce nel ghetto nero di Boston dove lavora come lustrascarpe e come inserviente in ristoranti e treni. Entrato a far parte di alcuni gruppi anarchici, lascia il lavoro per trasformarsi in un organizzatore di scommesse clandestine. Arriva anche a spacciare droga. Ricercato dalla polizia, nel 1945, ritorna a Boston e si mette a capo di una banda di rapinatori, ma l'esperienza ha vita breve.
Nel febbraio 1946, viene arrestato per una banale rapina e condannato a dieci anni di carcere.

Dal febbraio 1946 al luglio 1952 Malcolm soggiornò in tre carceri del Massachussetts. Nella colonia penale di Norfolk, in cui trascorse il periodo 1948-1951, avviene la sua trasformazione. Attraverso il fratello Reginald, Malcolm entra in contatto con la Nazione dell'Islam e col suo capo Elijah Poole, che intanto aveva assunto il nome di Elijah Muhammad. La Nazione dell'Islam predicava il separatismo autosufficiente dei neri dai bianchi (necessario prima del ritorno in Africa), denunciava il razzismo della religione cristiana e lottava contro la droga, il tabacco, l'alcol, i cibi impuri e ogni forma di vizio.

Malcolm inizia a studiare e a leggere facendo nello stesso tempo proselitismo tra le mura del carcere. Diventa pericoloso al punto che per evitare problemi le autorità carcerarie decidono di liberarlo.
Trovato lavoro come commesso, si stabilisce a Inkster, ghetto nero di Detroit, e prende la decisione di cambiare il cognome in "X", a perenne ricordo della privazione del suo vero nome africano a cui i bianchi avevano assoggettato i suoi antenati in schiavitù nel Nuovo Mondo.

Decide di lavorare anche alla catena di montaggio di un'industria automobilistica per poi passare ad essere "rettificatore" alla Gar Wood, una fabbrica di camion, e fare ritorno, in seguito, sulla costa orientale, diventando il più infaticabile predicatore della Nazione dell'Islam. Apre e organizza nuove moschee e trasforma la Nazione dell'Islam in un dinamico gruppo politico-religioso di "musulmani di colore, separatisti e rigidamente organizzati". Nel 1958 si sposa con una compagna del suo movimento, Betty Shabazz e si stabilisce a New York

Negli anni 1963-64 egli matura la decisione di fondare con un gruppo di seguaci, "l'Organizzazione dell'Unità Afroamericana". I viaggi in Europa, Medio Oriente e Africa, gli offrono il destro per diffondere le sue idee, che comprendono due punti fondamentali:
una più stretta intesa con gruppi antisegregazionisti operanti nel Sud e nel resto del paese e il tentativo di internazionalizzare il problema dei neri, cercando intese con paesi arabi, soprattutto africani, ed ex-colonie, per creare un fronte e un'azione comuni.

Intanto Malcolm continua a prendere posizioni forti contro il governo degli Stati Uniti, in politica interna ed estera, trovando il tempo per finire di scrivere, con l'aiuto del giornalista Alex Haley, la sua "Autobiografia".


Non condividendo il pacifismo di Martin Luther King, rompe con lui dopo la marcia su Washington, consentita dal potere centrale. La tempesta però si avvicina. Durante la visita al Cairo è vittima di un tentativo di avvelenamento. Al suo rientro, a New York, il 14 febbraio 1965, un attentato dinamitardo gli incendia la casa da cui a stento si salva con moglie e figlie. Il 21 febbraio doveva tenere una conferenza a New York. Aveva chiesto di tener lontani tutti i giornalisti e di non perquisire nessuno. Non fece neppure in tempo a iniziare il discorso che tre uomini seduti in prima fila iniziarono a sparargli contro con fucili e pistole. Fu colpito da 16 proiettili di cui tre mortali.

Chi è stato ad uccidere Malcom X? A tutt'oggi sono al vaglio diverse ipotesi. C'è chi sospetta della sua cerchia di collaboratori, chi dell'FBI e chi ancora della malavita organizzata e del traffico di droga che, grazie a Malcom X, avevano subito un netto calo degli affari.

Di recente, una delle figlie di Malcolm, Qubilah Shabazz, ha accusato l'attuale capo della Nazione dell'Islam, Louis Farrakhan, di essere stato il mandante dell'assassinio. La vedova di Malcolm, Betty, è stata uccisa nel 1997 da un nipote dodicenne, anche lui di nome Malcolm
.

http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=156&biografia=Malcolm+X

Tuesday, 24 November 2009

Windows 7 to be available in 10 African languages

Windows 7 to be available in Setswana, isiXhosa, isiZulu, Igbo languages!
November 21st, 2009 . Filed under: News. Tags: Microsoft




Windows 7 will be available in 10 African languages! It’s estimated that more than half of all South Africans lack access to modern computer technology — and even if they had access, they would not be able to use it, as the interface would not be in a language they could understand.

That’s according to Vis Naidoo, the citizenship lead at Microsoft South Africa. Speaking at the Local Language Programme (LLP) Africa Summit in Sandton, Naidoo said providing access to computer technology in local languages will open up new worlds for education and economic participation for millions of South Africans.

Translation teams from South Africa, Kenya, Nigeria and Ethiopia have already started translating Windows 7 and the upcoming Office 2010 productivity suite into languages like Sesotho sa Leboa, Setswana, isiXhosa, isiZulu, Afrikaans, Hausa, Igbo, Yoruba, kiSwahili and Amharic.

Microsoft plans to translate Windows 7 and Office 2010 into 59 local languages by the end of 2011. Its most popular software packages have already been translated into 101 languages – including include Azeri, Georgian, Macedonian, Uzbek, Bosnian, Punjabi and Kyrgyz.

In South Africa, more than 4 million Afrikaans, isiXhosa, Setswana, isiZulu and Sesotho sa Leboa words were used to translate Microsoft’s Office 2007 suite and Windows Vista operating system. A team of 40 linguists and two project managers had the task of ensuring the most correct technical lexis for each vernacular.
Users can download the language packs from Microsoft.
Speaking of Microsoft South Africa, you might want to check out their SimplifyMyLife website for Windows 7
 http://www.thewindowsclub.com/windows-7-to-be-available-in-setswana-isixhosa-isizulu-igbo-languages