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Thursday, 26 June 2014

BALOTELLI:........IL CAPRO ESPIATORIO

balotelli1 670x446 Italia, Balotelli scrive una lettera: Ho la coscienza a posto, ho dato tutto! Italia, Balotelli scrive una lettera: ‘Ho la coscienza a posto, ho dato tutto!

ITALIA BALOTELLI LETTERA – Dopo gli attacchi ricevuti e le tante parole del day after, Mario Balotelli, attaccante della nazionale italiana, su Instagram ha scritto una lettera pubblica in cui si difende dalle accuse mosse contro di lui nelle ultime ore: “Sono Mario Balotelli ho 23 anni e non ho scelto di essere italiano. L’ho voluto fortemente perché sono nato in ITALIA e ho sempre vissuto in ITALIA. Ci tenevo fortemente a questo mondiale e sono triste arrabbiato deluso con me stesso. Si magari potevo fare gol con la Costa Rica avete ragione. Ma poi? Poi qual è il problema? Forse quello che vorreste dire tutti è questo? La colpa non la faccio scaricare a me solo questa volta perché Mario Balotelli ha dato tutto per la nazionale e non ha sbagliato niente a livello caratteriale. Quindi cercate un’altra scusa perché Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta. Fiero di aver dato tutto per il Suo paese. O forse, come dite voi, non sono Italiano. Gli africani non scaricherebbero mai un loro ” fratello” . MAI. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti. VERGOGNA non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più. VERGOGNOSE SONO QUESTE COSE. Italiani veri! Vero?”.
La redazione di Calciomercatonews.com
http://www.calciomercatonews.com/ultime-notizie/2014/06/25/italia-balotelli-scrive-lettera-coscienza-posto-dato-tutto/

Friday, 8 June 2012

SYMPOSIUM ON HEALTH - SIMPOSIO SULLA SALUTE

PREVENIRE è Meglio che Curare  - PREVENTION IS BETTER THAN CURE
           SYMPOSIUM ON HEALTH -  SIMPOSIO SULLA SALUTE     +

FREE  BLOOD PRESSURE AND BLOOD SUGER CONTROLS – CONTROLLO GRATUITO DELLA PRESSIONE DEL SANGUE E ZUCCHERO NEL SANGUE(GLICEMIA)
Organizzato dal Consigliere Aggiunto del VIII Municipio, OPARAH Kingsley in collaborazione con le Comunità Straniere residenti

Lectures by  medical doctors to educate  you on the most common and deadly deceases and how to avoid o cure  them.

Discorsi  dei medici che ti  spiegano le  più comuni  patologie, le loro pericolosità, prevenzione  e cure.

Date- Data  24/06/2012,     Time – Ora   15:00
Place- Luogo     Sala Cinema, Municipio 8°, Via Fernando  Conti, 95 Tor Bella Monaca (bus 057 /058(near capolinea Bus 20)

Program -Programma :

1)    Breast Cancer -Cancro della Mammella (Dr Akubuo Willson, Dr Akubuo Antony and possibly two other doctors-possibilmente  due altri medici
a )  Epidemology  -  Epidemiologia b)  EziopatogenesiEtiopathogenesis
C)  Sintomi - Symptoms  d) Diagnosis/Treatment – Diagnosi/Trattamento
    
2)    Prostate -   Prostata (Dr Brunori Stefano, Dr Gentilucci Alessandro and Dr Casilinio Marco)
  
3)    Malaria  - information and  prevention  for visitors to tropical counties-   informazioni e prevenzioni per frequentatori/turisti dei paesi tropicali( Dr. Nwamba Ifeanyi).

La Parola del Saggio:  “Poche  ore dedicate  per ascoltare,  ti possono far risparmiare  giorni  o forse anni spesi per cercare le cure”
Contatti/For information:Oparah Kingsley 3497843179; Dott.ssa Vittoria Ibe 3393282077; Dr Ifeanyi Nwamba 33960101672; Ozurumba Stanley 3298422700; Paul Ogiakha 3298030729; Roberto Barbaliscia 3473584816; Omer Tabe 3206180622

Thursday, 26 January 2012

Maschera, identità e travestimento




                                                                                                 
FEBBRAIO 2012
VISITE GUIDATE  & LABORATORI per adulti e bambini


L’OGGETTO DEL MESE è : Gélédè, una maschera africana
Dall'11 al 21 febbraio 2012 torna il Carnevale.
Il tema del mese sarà maschera, identità e travestimento.
Gli incontri con Ndjock Ngana (Camerun) e Anatole Tah (Costa d’Avorio)
ci faranno capire il significato della maschera in Africa.

Sabato 4 febbraio  h. 15.30 - 17,00
Visita guidata all’oggetto del mese.
Alessandra Cardelli e Ndjock Ngana, La maschera, vista dall’Europa e vista dall'Africa
Costo: 3 euro+biglietto ingresso*

Sabato 11 febbraio  h. 14,30 – 17,30
Il museo per le famiglie. Visita e laboratorio per un pubblico di bambini accompagnati.
Ndjock Ngana e Anatole Tah, Comunicare in Africa: segno, parola, ritmo e musica
Costo: 10 euro+biglietto ingresso* (prenotazione obbligatoria)

Sabato 18 febbraio  h. 15.30 - 17,00  sabato grasso
Il museo per le famiglie. Visita interattiva all’oggetto del mese
Ndjock Ngana, Come e quando usiamo la maschera in Africa
Costo: 6 euro+biglietto ingresso* (prenotazione obbligatoria)

Sabato 25 febbraio  h. 15.30 - 17,00
Visita guidata all’oggetto del mese.
Alessandra Cardelli e Ndjock Ngana, La maschera, vista dall’Europa e vista dall'Africa
Costo: 3 euro+biglietto ingresso*

*  Biglietto d’ingresso : 6 euro
Biglietto ridotto : 3 euro
per i cittadini dell'Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per i docenti con incarico a tempo indeterminato delle scuole statali.
Ingresso gratuito per i cittadini dell'Unione Europea sotto i 18 anni e sopra i 65 anni; per le guide turistiche,
ed eventuale interprete, nell'esercizio della propria attività; per il personale del MiBAC; per i membri dell'ICOM;
per i docenti e gli studenti delle Facoltà di Architettura, Conservazioni dei Beni Culturali, Scienze della Formazione, Lettere e Filosofia (indirizzo archeologico o storico artistico), Accademia di Belle Arti; ai portatori di handicap e
loro accompagnatore.

Informazioni e PRENOTAZIONI
tel. 06.5917319 - 3467701429
da lunedì a sabato > 9.00 - 18.00

Tuesday, 4 October 2011

LA GIUSTIZIA ITALIANA !!!! ??


Dai su andiamo. Su quale base i periti della scientifica sono chiari e senza dubbi nei confronti di Guede, e nei confronti della Knox e Sollecito risultano incongruenze? Non mi risultano due scene del crimine a quanto pare. Se le prove, la scena del crimine risultano inquinitate, allora è tutta l'accusa che non vale un c**** Si dava per certo addirittura le dichiarazioni dell'omicida di un bambino. Uno schiffo!!! Non voglio fare l'innocenteismo mediatico, di cui siamo stati bombardati durante tutto il processo d'appello, ma dico una cosa: ma vogliamo prendere la gente per i fessi? Questo è un articolo pubblicato online http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/09/27/amanda-knox-jet-privato, riproposta da tanti media, tra cui le grandi testate. E' un processo di cui si sapeva già dall'inizio la sentenza, un processo che è stato tutta una scenata per occultare patti, compromossi, pressione diplomatica, accordi, con un Sollecito, mica fesso lui, che ha beneficiato di ciò che gli Americani, e i parenti della Knox hanno ottenuto dopo una battaglia mediatica estrenua. Ora si punta il ditto contro Guede, perché di lui chi se ne importa, tanto ha patteggiato. Pagherà il suo crimine dinanzi alla lege, ma per carità, abbiate la descenza di non accollare la vostra misera coscienza di esperti paracullisti a chi di mezzi d'influenza ne ha usufruitto poco e per niente. Questo è il mondo in cui viviamo, un schiffo di mondo, vuoto di un senso di responsabillità, che non fa pagare a nessuno gli sbagli, i torti fatti, dove togliere la vita a terzi, vale quanto fare compere al supermercato, questo è il mondo della miseria dello spirito, un mondo che subiremo prima o poi tutti. Non mi parlare dell'uomo superiore per la ragione, io dico l'UOMO é COGLIONE PER ECCELLENZA. D'ora in poi, la giustizia si fa con i media. Messaggio recepito, spero anche dai parenti e dai sostenitori di Guede. Tanto della Meredith chi se ne frega? è morta!!!!!!!!!Pffffffff

Tuesday, 3 May 2011

GIORNATA CULTURALE AFRICANA



Giornata culturale africana, il Comune c'è

Giornata culturale africana, il Comune c'è

Con gli studenti africani il presidente del consiglio comunale Fratta Pasini

Il presidente del Consiglio comunale Pieralfonso Fratta Pasini e i consiglieri Antonio Lella, Stefano Ederle e Ciro Maschio (AN) hanno partecipato ieri all’Università di Verona alla quarta Giornata culturale africana.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione studenti africani di Verona con il patrocinio del Consiglio comunale, è iniziata con la proiezione di un film sulla storia di Thomas Sankara, primo presidente del Burkina Faso, alla quale è seguito un dibattito sul tema dell’indipendenza in Africa. La giornata si è conclusa con una festa alla mensa universitaria e una cena a base di piatti tipici della gastronomia africana.

I ragazzi dell’Asav hanno consegnato ai rappresentanti del Consiglio comunale un premio speciale come ringraziamento per la collaborazione prestata. “E’ motivo di orgoglio, per noi, essere qui stasera - ha detto il presidente Fratta Pasini - ed è anche l’occasione per consolidare un’importante amicizia, nata durante l’incontro sull’integrazione che si è svolto lo scorso dicembre in sala Gozzi. Sono onorato di aver partecipato al dibattito con un relatore prestigioso come il prof. Mukuna Samulomba, membro del Comitato mondiale del Panafricanismo, in cui si è parlato in modo concreto del futuro dell’Africa e delle aspettative dei suoi giovani cittadini, potendo confrontare le nostre opinioni. Questa collaborazione rafforza il legame tra la città di Verona e gli studenti africani, così ben integrati nella nostra comunità”.
http://www.veronasera.it/News/CRONACA/07-05-2010_11.13/Giornata_culturale_africana_il_Comune_c%C3%A8_02676.htm

Monday, 28 March 2011

LES MENSONGES DE LA GUERRE DE L’OCCIDENT CONTRE LA LIBYE de Jean-Paul Pougala (*)

 
LES MENSONGES DE LA GUERRE DE L'OCCIDENT CONTRE LA LIBYE de Jean-Paul Pougala (*)
A- LES  VRAIES RAISONS DE LA GUERRE EN LIBYE
1-     Premier satellite Africain RASCOM 1
C'est la Libye de Kadhafi qui offre à toute l'Afrique sa première vraie révolution des temps modernes : assurer la couverture universelle du continent pour la téléphonie, la télévision, la radiodiffusion et de multiples autres applications telles que la télémédecine et l'enseignement à distance ; pour la première fois, une connexion à bas coût devient  disponible sur tout le continent, jusque dans les zones rurales grâce au système par pont radio WMAX.  

L'histoire démarre en 1992 lorsque 45 pays africains créent la société RASCOM pour disposer d'un satellite africain et faire chuter les coûts de communication sur le continent. Téléphoner de et vers l'Afrique est alors le tarif le plus cher au monde, parce qu'il y avait un impôt de 500 millions de dollars que l'Europe encaissait par an sur les conversations téléphoniques même à l'intérieur du même pays africain, pour le transit des voix sur les satellites européens comme Intelsat. Un satellite africain coûtait juste 400 millions de dollars payable une seule fois et ne plus payer les 500 millions de location par an. Quel banquier ne financerait pas un tel projet ? Mais l'équation la plus difficile à résoudre était : comment l'esclave peut-il s'affranchir de l'exploitation servile de son maître en sollicitant l'aide de ce dernier pour y parvenir ? Ainsi, la Banque Mondiale , le FMI, les USA, l'Union Européenne ont fait miroiter inutilement ces pays pendant 14 ans. C'est en 2006 que Kadhafi met fin au supplice de l'inutile mendicité aux prétendus bienfaiteurs occidentaux pratiquant  des prêts à un taux usuraire; le guide Libyen a ainsi mis sur la table 300 millions de dollars, La Banque Africaine de Développement a mis 50 millions, la Banque Ouest Africaine de Développement, 27 millions  et c'est ainsi que l'Afrique a depuis le 26 décembre 2007 le tout premier satellite de communication de son histoire. Dans la foulée, la Chine et la Russie s'y sont mises, cette fois en cédant leur technologie et ont permis le lancement de nouveaux satellites, Sud-Africain, Nigérian, Angolais, Algérien et même un deuxième satellite africain est lancé en juillet 2010. Et on attend pour 2020, le tout premier satellite technologiquement 100% africain et construit sur le sol africain, notamment en Algérie. Ce satellite est prévu pour concurrencer les meilleurs du monde, mais à un coût 10 fois inférieur, un vrai défi. Voilà comment un simple geste symbolique de 300 petits millions peut changer la vie de tout un continent. La Libye de Kadhafi a fait perdre à l'Occident, pas seulement 500 millions de dollars par an mais les  milliards de dollars de dettes et d'intérêts que cette même dette permettait de générer à l'infini et de façon exponentielle, contribuant ainsi à entretenir le système occulte pour dépouiller l'Afrique.

2-   FOND MONETAIRE AFRICAIN, BANQUE CENTRALE AFRICAINE, BANQUE AFRICAINE DES INVESTISSEMENTS
Les 30 milliards de dollars saisis par M. Obama appartiennent à la Banque Centrale Libyenne  et prévu pour la contribution libyenne à la finalisation de la fédération africaine à travers 3 projets phare : la Banque Africaine d'Investissement à Syrte en Libye, la création dès ce 2011 du Fond Monétaire Africain avec un capital de 42 milliards de dollars avec Yaoundé pour siège, la Banque Centrale Africaine avec le siège à Abuja au Nigeria dont la première émission de la monnaie africaine signera la fin du Franc CFA grâce auquel Paris a la main mise sur certains pays africains depuis 50 ans. On comprend dès lors et encore une fois la rage de Paris contre Kadhafi. Le Fond Monétaire Africain doit remplacer en tout et pour tout les activités sur le sol africain du Fond Monétaire International qui avec seulement 25 milliards de dollars de capital a pu mettre à genoux tout un continent avec des privatisations discutables, comme le fait d'obliger les pays africains à passer d'un monopole publique vers un monopole privé. Ce sont les mêmes pays occidentaux qui ont frappés à la porte pour être eux aussi membres du Fond Monétaire africain et c'est à l'unanimité que le 16-17 décembre 2010 à Yaoundé les Africains ont repoussé cette convoitise, instituant que seuls les pays africains seront membres de ce FMA.
Il est donc évident qu'après la Libye la coalition occidentale déclarera sa prochaine guerre à l'Algérie, parce qu'en plus des ses ressources énergétiques énormes, ce pays a une réserve monétaire de 150 milliards d'Euros. Ce qui devient la convoitise de tous les pays qui bombardent la Libye et qui ont tous quelque chose en commun, ils sont tous financièrement en quasi faillite, les USA à eux seuls ont 14.000 Milliards de dollars de dettes,  La France , la Grande Bretagne et l'Italie ont chacun environ 2.000 milliards de dettes publiques alors que les 46 pays d'Afrique Noire ont au total moins de 400 milliards de dollars de dettes publiques.  Créer des fausses guerres en Afrique dans l'espoir de trouver de l'oxygène pour continuer leur apnée économique qui ne fait que s'empirer ne fera qu'enfoncer les Occidentaux dans leur déclin qui a pris son envol en 1884, lors de la fameuse Conférence de Berlin. Car comme l'avait prédit l'économiste Américain Adams Smith en 1865, dans son soutient à Abraham Lincoln pour l'abolition de l'esclavage, «l'économie de tout pays qui pratique l'esclavage des noirs est en train d'amorcer une descente vers l'enfer qui sera rude le jour où les autres nations vont se réveiller »
3- UNIONES  REGIONALES COMME FREIN A LA CREATION DES ETATS-UNIS D'AFRIQUE
 Pour déstabiliser et détruire l'union Africaine qui va dangereusement (pour l'Occident) vers les Etats-Unis d'Afrique avec la main de maître de Kadhafi, l'Union Européenne a d'abord tenté sans y parvenir la carte de la création de l'UPM (Union Pour la Méditerranée ) Il fallait à tout prix couper l'Afrique du Nord du reste de l'Afrique en mettant en avant les mêmes thèses racistes du 18-19ème siècle selon lesquelles les populations africaines d'origine Arabes seraient plus évoluées, plus civilisées que le reste du continent. Cela a échoué parce que Kadhafi a refusé d'y aller. Il a compris très vite le jeu à partir du moment où on parlait de la Méditerranée en associant quelques pays africains sans en informer l'Union Africaine, mais en y invitant tous les 27 pays de l'Union Européenne. L'UPM sans le principal moteur de la fédération africaine était foirée avant même de commencer, un mort – né avec Sarkozy comme Président et Mubarack, le vice-président. Ce que Alain Juppé tente de relancer, tout en misant sur la chute de Kadhafi, bien sur. Ce que les dirigeants Africains ne comprennent pas est que tant que ce sera l'Union Européennes à financer l'Union Africaine, on sera toujours au point de départ, car dans ces conditions, il n'y aura pas d'effective indépendance. C'est dans le même sens que l'Union Européenne a encouragé et financé les regroupements régionaux en Afrique. Il était évident que la CEDEAO qui a une Ambassade à Bruxelles et qui tire l'essentiel de son financement de l'UE, est un obstacle majeur contre la fédération africaine. C'est ce que Lincoln avait combattu dans la guerre de sécession aux Etats-Unis, parce qu'à partir du moment où un groupe de pays se retrouvent autour d'une organisation politique régionale, cela ne peut que fragiliser l'organe central. C'est ce que l'Europe voulait et c'est ce que les Africains n'ont pas compris en créant coup sur coup, la COMESA , l'UDEAC, la SADC et le Grand Maghreb qui n'a jamais fonctionné encore une fois grâce à Kadhafi qui lui l'avait très bien compris.
4- KADHAFI, L'AFRICAIN QUI A PERMIS DE LAVER L'HUMILIATION DE L'APARTHEID
Kadhafi est dans le cœur de presque tous les Africains comme un homme très généreux et humaniste pour son soutien désintéressé a la bataille contre le régime raciste d'Afrique du Sud. Si Kadhafi avait été un homme égoïste, rien ne l'obligeait à attirer sur lui les foudres des occidentaux  pour soutenir financièrement et militairement l'ANC dans sa bataille contre l'apartheid. C'est pour cela que à peine libéré de ses 27 ans de prisons, Mandela décide d'aller rompre l'embargo des Nations Unis contre la Libye le 23 Octobre 1997. A cause de cet embargo même aérien, depuis 5 longues années aucun avion ne pouvait atterrir en Libye. Pour y arriver, Il fallait prendre un avion pour la Tunisie  ; arriver à Djerba et continuer en voiture pendant 5 heures pour  Ben Gardane, passer la frontière et remonter en 3 heures de route par le désert jusqu'à Tripoli. Ou alors, passer par Malte et faire la traversée de nuit, sur des bateaux mal entretenus jusqu'à la côte libyenne. Un calvaire pour tout un peuple, juste pour punir un seul homme. Mandela décida de rompre cette injustice et répondant a l'ex Président Américain Bill Clinton, qui avait jugé cette visite «malvenue», il s'insurgea : «Aucun Etat ne peut s'arroger le rôle de gendarme du monde, et aucun Etat ne peut dicter aux autres ce qu'ils doivent faire ». il ajouta : « ceux-là qui hier étaient les amis de nos ennemis, ont aujourd'hui le toupet de me proposer de ne pas visiter mon frère Kadhafi, ils nous conseillent d'être ingrats et d'oublier nos amis d'hier ». En effet, pour l'Occident, les racistes d'Afrique du Sud étaient leurs frères qu'il fallait protéger. C'est pour cela que tous les membres de l'Anc étaient considérés des dangereux terroristes, y compris Nelson Mandela. Il faudra attendre le 2 Juillet 2008, pour que le Congrès Américain vote une loi pour  rayer le nom de Nelson Mandela et de ses camarades de l'ANC de cette liste noire, pas parce qu'ils ont compris la bêtise d'une telle liste, mais parce qu'on voulait faire un geste pour les 90 ans de Nelson Mandela.  Si les Occidentaux sont aujourd'hui repentis de leur soutient d'hier aux ennemis de Mandela et sont vraiment sincères lorsqu'on lui donnent des noms de rue et de places, comment continuer à faire la guerre à celui qui a permis la victoire de Mandela et son peuple, Kadhafi ?
B- CEUX QUI VEULENT EXPORTER LA DEMOCRATIE SONT-ILS DES DEMOCRATES ?
Et si la Libye de Kadhafi était plus démocratique que les USA, la France , la Grande Bretagne et tous ceux qui font la guerre pour exporter la démocratie en Libye ? Le 19 Mars 2003, le Président Georges Bush lance les bombes sur la tête des Iraquiens avec le prétexte d'y exporter la démocratie. Le 19 Mars 2011, c'est-à-dire 8 ans plus tard et jour pour jour, c'est le Président Français qui lance ses bombes sur la tête des Libyens avec le même prétexte de leur offrir la démocratie. Monsieur Obama, Prix Nobel de la Paix 2009 et président des Etat Unis d'Amérique, pour justifier qu'il procède à un déferlement de missiles Cruise de ses sous-marins sur la tête des Libyens a dit que c'était pour chasser le dictateur Kadhafi du pouvoir et y instaurer la démocratie.
La question que tout être humain doté de la moindre capacité intellectuel de jugement et d'appréciation  ne peut s'empêcher de se poser est : ces pays comme la France , l'Angleterre, les USA, l'Italie, la Norvège , le Danemark, la Pologne dont la légitimité pour aller bombarder les Libyens se base sur le seul fait de s'être autoproclamés « pays démocratiques » sont-ils réellement démocratiques ? Si oui, sont-ils plus démocratiques que la Libye de Kadhafi ? La réponse, sans équivoque est NON, pour la simple et bonne raison que la démocratie n'existe pas.  Ce n'est pas moi qui l'affirme, mais celui-là même dont la ville natale, Genève abrite l'essentiel du commandement des Nations Unies. Il s'agit bien entendu de Jean-Jacques Rousseau né à Genève en 1712 qui affirme dans le chapitre IV du Livre III de son très célèbre « Contrat Social » que : « il n'a jamais existé de véritable démocratie, et il n'en existera jamais».  Pour qu'un état soit véritablement démocratique Rousseau pose 4 conditions selon lesquelles la Libye de Kadhafi est même de loin plus démocratique que les Etats-Unis d'Amérique, la France et tous les autres qui prétendent lui exporter la démocratie à savoir :
1-      Dimension de l'Etat : plus un état est grand, moins il peut être démocratique, pour Rousseau l'Etat doit être très petit pour que le peuple soit facile à rassembler et que chaque citoyen puisse aisément connaître tous les autres. Avant donc de faire voter les gens, il faut s'assurer que chacun connaisse tous les autres sans quoi voter pour voter est un acte dénué de tout fondement démocratique, c'est un simulacre de démocratie pour élire un dictateur. La structure de l'organisation de l'Etat Libyen se fonde sur une base tribale qui regroupe par définition le peuple en de petites entités. Le sentiment démocratique est plus présent dans une tribu, dans un village que dans une grande Nation, parce que le fait que tout le monde se connaisse et que la vie tourne autour des mêmes points communs apporte une sorte d'autorégulation, d'autocensure même pour peser à chaque instant, la réaction ou la contre-réaction des autres membres pour ou contre les opinions qu'on peut avoir. Sous cet angle, c'est la Lybie  qui répond le mieux  aux exigences de Rousseau, ce qu'on ne peut pas dire de même pour les Etats-Unis d'Amérique, la France ou la Grande Bretagne , des sociétés fortement urbanisées où la majorité des voisins ne se disent même pas bonjour et donc ne se connaissent pas, même vivant cote-à-cote pendant 20 ans. Dans ces pays, on est passé directement à l'étape suivante : « le vote » qu'on a malignement sanctifié afin de faire oublier que ce vote est inutile à partir du moment où je m'exprime sur l'avenir d'une nation sans en connaitre ses membres.  On est ainsi arrivé jusqu'à la bêtise du vote des citoyens vivant à l'étranger.  Se connaitre et se parler est la condition essentielle de la communication pour le débat démocratique qui précède toute élection.
2-    Il faut la simplicité des mœurs et des comportements pour éviter  que l'on passe l'essentiel du temps à parler de justice, de tribunal pour trouver des solutions aux multitudes querelles d'intérêts divers qu'une société trop complexe fait naitre naturellement.  Les Occidentaux se dé finissement comme des pays civilisés, donc aux mœurs complexes et la Libye comme pays dit primitif, c'est-à-dire aux meurs simples. Sous cet angle, encore une fois, c'est la Libye qui répondrait mieux aux critères démocratiques de Rousseau que tous ceux qui prétendent lui donner des leçons de démocratie. Dans une société complexe, les trop nombreux conflits sont résolus par la loi du plus fort, puisque celui qui est riche évite la prison parce qu'il peut se permettre un meilleur avocat et surtout, orienter l'appareil répressif de l'état contre celui qui vole une banane dans un supermarché, plutôt que le délinquant financier qui fait crouler une banque. Dans une ville comme New York où 75% de la population est blanche, 80% des postes de cadres sont occupés par des Blancs et ils ne sont que 20% des personnes en prison.
3-    L'égalité dans les rangs et dans les fortunes.   Il suffit de voir le classement FORBES 2010 pour voir quels sont les noms des personnes les plus riches de chacun des pays qui jette la bombe sur la tête des Libyens et voir la différence avec le salaire le plus bas dans chacun des pays et faire de même pour la Libye pour comprendre qu'en matière de redistribution de la richesse du pays, c'est à la Libye d'exporter son savoir faire à ceux qui la combattent et non le contraire. Même sous cet angle, selon Rousseau, la Libye serait plus démocratique que ceux qui veulent pompeusement lui exporter la prétendue démocratie. Aux Etats-Unis 5% de la population possèdent 60% de la richesse nationale. C'est le pays le plus déséquilibré, le plus inégal du monde.
4-    PAS DE LUXE. Pour Rousseau pour qu'il y ait la démocratie dans un pays, il ne faut pas qu'il y ait de luxe parce que selon lui, le luxe rend nécessaire la richesse et cette dernière devient la vertu, l'objectif à atteindre à tout prix et non le bonheur du peuple, « le luxe corrompt à la fois le riche et le pauvre, l'un par la possession, l'autre par la convoitise ; il vend la patrie à la mollesse, à la vanité ; il ôte à l'Etat tous ses citoyens pour les asservir les uns aux autres, et tous à l'opinion ». Ya-t-il plus de luxe en France ou en Libye ? Ce rapport d'asservissement des employés qui sont poussés jusqu'au suicide les employés mêmes des entreprises publiques ou semi-publique, pour des raisons de rentabilité et donc de possession de luxe d'une des parties est-il plus criant en Libye ou en Occident ?
Le sociologue Américain C. Wright Mills a décrit en 1956 la démocratie américaine comme  « la dictature des élites ». Selon Mills, les Etats-Unis d'Amérique ne sont pas une démocratie parce qu'en définitive, c'est l'argent qui y parle dans les élections et non le peuple. Le résultat de chaque élection y est l'expression de la voix de l'argent et non la voix du peuple. Après Bush-père et Bush-fils, pour les primaires républicaines de 2012, on parle déjà de Bush-benjamin. En plus, si le pouvoir politique se base sur la bureaucratie, Max Weber fait remarquer qu'il y a 43 millions de fonctionnaires et militaires aux Etats-Unis qui commandent effectivement le pays, mais qui n'ont été votés par personne et qui ne répondent pas directement au peuple de leurs activités. Une seule personne (un riche) est donc votée mais le vrai pouvoir sur le terrain est tenue par une seule caste de riches qui ne résulte purement et simplement que de nominations comme les ambassadeurs, les généraux de l'armée etc...
Combien de personnes dans les pays autoproclamés « démocratiques » savent qu'au Pérou la constitution interdit un deuxième mandat consécutif au président de la république sortant ? Combien de personnes savent qu'au Guatemala, non seulement le président sortant ne doit plus jamais se présenter comme candidat à cette fonction, mais qu'en plus à aucun degré de parenté, aucun membre de sa famille ne pourra plus prétendre à cette fonction ?  Combien savent que le Rwanda est le pays qui intègre politiquement le mieux les femmes au monde avec 49% de parlementaires femmes ? Combien savent que dans le classement de la CIA 2007, sur 10 pays les mieux gérés au monde, 4 sont Africains ? Avec la palme d'or à la Guinée équatoriale  dont la dette publique ne représente que 1,14% de son PIB.
La guerre civile, les révoltes, les rebellions sont les ingrédients d'un début de démocratie soutient Rousseau. Parce que la démocratie n'est pas une fin, mais un processus permanent pour réaffirmer les droits naturels des humains que dans tous les pays du monde (sans exception) une poignée d'hommes et de femmes, confisquant le pouvoir du peuple, l'oriente pour se maintenir aux affaires. On trouve ici et là des formes de castes qui usurpent le mot « démocratie » qui doit être cet idéal vers lequel tendre et non un label à s'approprier ou un refrain à vanter parce qu'on est juste capable de crier plus fort que les autres. Si un pays est calme comme la France ou les Etats-Unis, c'est-à-dire sans aucune révolte, pour Rousseau cela veut tout simplement dire que le système dictatorial est suffisamment répressif pour empêcher toute tentative de rébellion. Si les Libyens se révoltent, ce n'est pas une mauvaise chose. C'est prétendre que les peuples acceptent stoïquement le système qui les opprime partout dans le monde sans réagir qui est très mauvais. Et Rousseau de conclure : «  Malo periculosam libertatem quam quietum servitium  -traduction : S'il y avait un peuple de dieux, il se gouvernerait démocratiquement. Un gouvernement si parfait ne convient pas à des hommes ». Dire qu'on tue les Libyens pour leur bien est un leurre.
C- QUELLES LECONS POUR L'AFRIQUE ?
Après 500 ans de relations de dominateur et de dominé avec l'Occident, il est dès lors prouvé que nous n'avons pas les mêmes critères pour définir le bon et le méchant. Nous avons des intérêts profondément divergents. Comment ne pas déplorer le Oui de 3 pays africains au sud du Sahara, Nigeria, Afrique du Sud et Gabon pour la résolution 1973 inaugurant la nouvelle forme de colonisation baptisée « protection des peuples », validant la théorie raciste que les Européens véhiculent depuis le 18ème siècle selon laquelle l'Afrique du Nord n'a rien à partager avec l'Afrique Subsaharienne, l'Afrique du nord  serait ainsi plus évoluée, plus cultivée et plus civilisée que le reste de l'Afrique. Tout se passe comme si la Tunisie , l'Egypte, la Libye , l'Algérie ne faisaient pas partie de l'Afrique. Même les Nations Unies semblent ignorer la légitimité de l'Union Africaine sur ses états membres. L'objectif est d'isoler les pays d'Afrique subsaharienne afin de mieux les fragiliser et les tenir sous contrôle. En effet, dans le capital du nouveau Fond Monétaire Africain (FMA), l'Algérie avec 16 milliards de dollars et la Libye avec 10 milliards de dollars contribuent à eux tous seuls pour près de 62% du capital qui est de 42 milliards de Dollars. Le premier pays d'Afrique subsaharienne et les plus peuplés, le Nigeria suivi de l'Afrique du Sud arrivent très loin derrière avec 3 milliards de dollars chacun.
C'est très inquiétant de constater que pour la première fois de l'histoire des Nations Unies, on a déclaré la guerre à un peuple sans avoir exploré au préalable la moindre piste pacifique pour solutionner le problème.
L'Afrique a-t-elle encore sa place dans une telle organisation ? Le Nigeria et l'Afrique du Sud sont disposés à voter OUI à tout ce que l'Occident demande, parce qu'ils croient naïvement aux promesses des uns et des autres de leur donner une place de membre permanent au Conseil de Sécurité avec le même droit de veto. Ils oublient tous les deux que la France n'a aucun pouvoir de leur attribuer le moindre poste. Si elle l'avait, il y a belle lurette que Mitterrand l'aurait faite pour l'Allemagne de Helmut Kohl. La reforme des Nations Unies n'est pas à l'ordre du jour. La seule manière de compter, est la méthode chinoise : tous les 50 pays africains doivent quitter les Nations Unies. Et s'ils doivent y retourner un jour, ne le faire que s'ils ont obtenu ce qu'ils demandent depuis longtemps, un poste pour toute la fédération africaine, sinon rien.
Cette méthode de la non-violence est la seule arme de justice dont disposent les pauvres et les faibles que nous sommes. Nous devons tout simplement quitter les Nations Unies, car cette organisation de par sa configuration, de par sa hiérarchie est aux services des plus forts.
Nous devons quitter les Nations Unies afin de marquer notre réprobation de cette conception du monde basée uniquement sur l'écrasement du plus faible. Tout au moins ils seront libres de continuer de le faire, mais pas avec notre signature, pas en rappelant que nous sommes d'accord alors qu'ils savent très bien qu'ils ne nous ont jamais interrogés. Et même quand nous avons donné notre propre point de vue, comme la rencontre de samedi 19/3 à Nouakchott avec la déclaration sur la contrariété à l'action militaire, ceci a été passé tout simplement sous silence pour aller accomplir le forfait de bombarder  le peuple africain.
Ce qui arrive aujourd'hui est le scénario déjà vu auparavant avec la Chine. Aujourd 'hui, on reconnaît le gouvernement Ouattara, on reconnaît le gouvernement des insurgés en Libye. C'est ce qui s'est passé à la fin de la deuxième guerre mondiale avec la Chine. La soit disante communauté internationale avait choisi Taiwan comme unique représentant du peuple Chinois en lieu de place de la Chine de Mao. Il faudra attendre 26 ans, c'est-à-dire le 25 octobre 1971 avec la résolution 2758 que tous les Africains devraient lire, pour mettre fin à la bêtise humaine. La Chine est admise, sauf qu'elle a prétendu et obtenue d'être membre permanent avec doit de veto, si non elle n'entre pas. Cette exigence satisfaite et la résolution d'admission entrée en vigueur, il faudra attendre un an pour que le 29 septembre 1972, le Ministre Chinois des Affaires Etrangères donne sa réponse avec une lettre au Secrétaire Général des Nations Unies pas pour dire Oui ou Merci, mais pour faire des mises au point, en garantie de sa dignité et de sa respectabilité. Qu'est-ce que l'Afrique espère obtenir des Nations Unies sans poser un acte fort pour se faire respecter ? On a vu en Cote d'Ivoire un fonctionnaire des Nations Unies se considérer au dessus d'une institution constitutionnelle de ce pays. Nous sommes entrés dans cette organisation en acceptant d'être des serfs et croire que nous serons invités à table pour manger avec les autres dans les plats que nous avons lavés est tout simplement crédule, pire, stupide. Quand l'UA reconnaît la victoire de Ouattara sans même tenir compte des conclusions contraires de ses propres observateurs envoyés sur le terrain, juste pour faire plaisir à nos anciens maîtres, comment peut-on nous respecter ? Lorsque le président Sud-Africain Zuma déclare que Ouattara n'a pas gagné les élections et change à 180° après un tour à Paris, on peut se demander ce que valent ces dirigeants qui représentent et parlent au nom de 1 milliard d'Africains.
La force et la vraie liberté de l'Afrique viendront de sa capacité à poser des actes réfléchis et en assumer les conséquences. La dignité et la respectabilité ont un prix. Sommes-nous disposés à le payer ? Si non, notre place reste à la cuisine, aux toilettes pour garantir le confort des autres.
Genève le 28/03/2011
Jean-Paul Pougala  - pougala@gmail.com
(*) Jean-Paul Pougala est un écrivain d'origine camerounaise, directeur de l'Institut d'Etudes Géostratégiques et professeur de sociologie à l'Université de la Diplomatie de Genève en Suisse.
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Monday, 7 March 2011

Lettera dal popolo tunisno al popolo italiano:


‎"Lettera dal popolo tunisno al popolo italiano: vorremmo dirvi che mentre l'Italia si è lamentata e si è profusa nei lamenti per l'arrivo di 5.000 tunisini a Lampedusa, minacciando l'invio di un corpo di polizia da noi e facendo di questi arrivi una questione di primaria importanza per l'UE, noi, qui in Tunisia, abbiamo ora più di 172mila profughi di varie nazionalità senza che nessuno di noi si lamenti
Igiaba Scego  (da   facebook)

Wednesday, 23 February 2011

Now active on www.dirco.gov.za the African Diaspora Weblink + attached TCEM opening speech deliverd by South African Deputy Minister of International Relations and Cooperation

Mar 22/2/11, Saaiman, H : Rome, First Secretary (Political)
Da: Saaiman, H : Rome, First Secretary (Political)
Oggetto: Now active on www.dirco.gov.za the African Diaspora Weblink + attached TCEM opening speech deliverd by South African Deputy Minister of International Relations and Cooperation
A:
Data: Martedì 22 febbraio 2011, 10:19



South Africa to host the African Diaspora Technical Committee of Experts Meeting scheduled for 21 and 22 February 2011
The Republic of South Africa, in collaboration with the African Union (AU) Commission, will host the African Diaspora Technical Committee of Experts Meeting (TCEM) on 21 and 22 February 2011. The meeting will be convened at the Conference Centre of the OR Tambo Building (Department of International Relations and Cooperation's Head Quarters).
The Republic of South Africa has been seized with the African Diaspora Initiative. One of the highlights to this effect is the success of the African Diaspora conference it jointly organised with the AU in March 2005 in Kingston, Jamaica. This conference brought together Africans on the continent and representatives of the African Diaspora from the Caribbean and was held under the theme "Towards Unity and United Action by Africans and the African Diaspora in the Caribbean for a Better World: The Case of South Africa".
It was therefore on the basis of the success of the Jamaica conference and its continued commitment to the African Diaspora Initiative that the African Union (AU) endorsed South Africa as the host of the 2008 Summit, which was later postponed due to unforeseen circumstances.
The TCEM brings together experts from the continent and its Diaspora and marks the commencement of the implementation of the first key element of the AU/South Africa African Diaspora roadmap. The other two key elements, as presented by South Africa and endorsed by the AU, are the Ministerial meeting planned to take place in September 2011 followed by the Summit in 2012.
In this regard, the main objectives of the TCEM are, among others, to take stock of factors that might have arisen since the postponement of the 2008 Summit; and to review what the Ministerial and the Summit ought to achieve. The focus of the review will be, but not limited to, the Draft Summit Declaration, Minister's Programme of Action and previous outcomes reports. Proposals for bankable projects will be made within the ambit of the previously agreed areas of cooperation namely, political, economic and social areas of cooperation.
More information, including documentation and the full list of participants, can be accessed from the African Diaspora web link on the DIRCO website by visiting www.dirco.gov.za.
Some of the high level luminaries and academia who will participate in the meeting include Ambassador Dudley Thompson, Dr. Mathole Motshekga, Dr Julius Garvey and Professor Kwesi Prah.
Issued by the Department of International Relations and Cooperation
OR Tambo Building
Private Bag X152
Pretoria

18 February 2011
From Italy two individuals are taking part in the TCEM:
 
From the Central and South of Italy some of the African Diaspora nominated Mr. Victor Imeka Okeadu (originally from Nigeria) to attend and the TCEM. Mr Okeadu was the head of the Delegation from Italy for the Paris Regional Consultative Conference in 2007 facilitated by South Africa. Mr. Okeadu is a member of the City Council of Rome. He is one of the special Councilors responsible for City relations with the African community and immigrant affairs in general.
 
From the Central and North of Italy the Diaspora nominated Dr Kashetu Kyenge (originally from Democratic Republic of Congo) Dr. Kyenge is a medical doctor, based in Modena. She has been involved in the process of the African Diaspora, and has attended previous international meetings. She represented Northern Italy Diaspora at the Regional Consultative Conference in Paris in 2007. She is informed and involved in many of the projects presented by the Diaspora in the North of Italy.
 
The Embassy has also submitted all written inputs received from different organisations and individuals of the African Diaspora in Italy for consideration by the Meeting.

The Embassy will inform all interested parties on the outcome of the TCEM

Best Regards
South African Embassy
Via Tanaro 14
 
22 February 2011

 

Saturday, 5 February 2011

Wednesday, 2 February 2011

The resolutions and recommendations resulted from the historical conference of African migrants (English & French Translations)


In the period from 15 to 17 January 2011 and in the city of Tripoli-Libya, the historical conference of African migrants in Europe was held with the participation of organizations, associations, African leaderships, professors, researchers in Europe and from African migrants in Diaspora in the North and South America, the Caribbean, Australia, New Zealand, Asia and figures from the African continent.


The attendees examined the working papers and studies submitted to the Conference that dealt with the various themes of the conference, after a deep discussion and a serious dialogue the attendees adopted the following resolutions and recommendations:


First: the axis of rights and duties…


Attendees discussed the rights of migrants and their duties and approved the following: -


1 – To confirm the right of migrants in the equality of rights, duties, services and their right to live in dignity and the elimination of all forms of discrimination based on origin, color or religion.


2 – To call the migrants to integrate into all the political, social and cultural activities in order to prove and confirm their rights and to maximize their effectiveness in the community of migration.


3 - To invite the migrants to respect the laws of the countries in which they live and defend their rights through legal recognized channels and to work through the public media and civil society institutions to explain what they suffer from injustice of what they are exposed to from persecution.


4 - To raise the awareness of migrants about their obligations towards their countries of origin in order to defend their cause and help them to emerge from backwardness to progress.


5 – To call the migrants to organize themselves in institutions and civil societies to preserve the cultural heritage of Africa and to fight against all what harm the continent and its people.

 
Second: the axis of development in the face of migration.


Participants decided after discussing this axis and reviewing the causes and risks of migration, its implications and what was held about it from meetings at all levels the following: -


1 - The security solutions alone are not sufficient to reduce the migration, we must find practical and substantive solutions contributes in addressing the causes of migration and begins by a comprehensive development to the migrants exporter countries and the allocation of a budget not less than 5 billion by funding from the European Union and the United States of America under the new partnership between the African and European Unions, to create a new sites of work in Africa.


2 – To work to compel the Western countries to apologize and pay reparations for the slavery, colonialism and the depletion of Africa’s fortunes estimated about (777) trillion dollars, following the example of the historical precedent between Libya and Italy and propagate this to take advantage of.


Third: the construction of the African Union.
The attendees reviewed the march of the African Union since the declaration of its founding on 09.09.1999 in Sirte-Libya and came to the following: -


1 - The need to accelerate the building of the AU institutions, especially the federal government and decided to mandate of the Union and the Forum of Arab and African NGOs to formulate a message to be sent to the next summit in Addis Ababa on that meaning.


2 – To work to raise the awareness among all classes of people on the importance of the Declaration of the United States of Africa as a base to ensure Africa's renaissance and to impose its respect.

Forth: Experiences of African migration.

Participants reviewed the experiences of African migration in the different continents of the world and came to the following: -


1 - To integrate these experiences and use them for the advancement of the African human and the preservation of his heritage, particularly the experience of black Americans in the United States of America.


2 – To work for the voice of African migrants to be heard in the African summits as the African migrants are the sixth region in Africa in addition the other five regions, so that they have the right to talk and address the leaders and invite the President of the African Union Commission to nominate its representatives in the Conference Committee.


In this context, the attendees applaud the presence of the kings of Africa as a part of the social fabric of the continent; also appreciate the participation of Mr. Jean Ping President of the African Union Commission at the opening session of the Conference.


3 – The participants decided that the Western electoral model does not fit the literal reproduction in Africa, the continent has a cultural hereditary and the conference calls the expertise to contribute in the search for a model suitable for application in a continent contributed effectively and efficiently in the human civilization.

Fifth: The new alternative human .

The presentations listened with a great interest to an in-depth presentation of the new alternative human for the prevailing political systems represented in the Green Book the directory of the Third Universal Theory, the attendees see that what was presented requires deep study by the Congress and believe that what was available to them from time in this conference was enough for they to percept its importance, but it is not enough to deepen the knowledge of all its aspects, they also call for the continuation of the dialogue on it.

Sixth: the insulting racial discrimination against religions.


Participants discussed this theme and listened to valuable participations and concluded the following: -


1 - Attendees confirm the need for mutual respect for the religions and their symbols and the freedom to practice religious rites, in the manner in which they believe.


2 - Attendees see the insulting racial discrimination against religions may be due to ignorance or may be due to the recruitment of religions in politics and both require appropriate treatment.


3 - Attendees confirm on the risk of the transmission of the insulting racial discrimination against religions from the individual and private frame to the level of institutions and States, the attendees condemn the legislation of insulting the religions by conducting referendums and laws to continue this insulting and legislate it contrary to all constitutional and international principles and conventions, they call Switzerland and the countries that has pursued its way to abolish the legislation that prohibits the construction of minarets and allow the expulsion of citizens from foreign origin if they committed criminal offenses which consolidates the racial discrimination and prescribed inequality among citizens.


Attendees see that the approach of insulting the religions would give rise to reactions and serious repercussions on the continent level and in the entire world and threatens the social entities with division, fragmentation and fission.


Attendees also condemn the political exploitation of religion to justify interference in the internal affairs of African countries.

Seventh: the establishment of the International Union for African migrants.

1 - Participants discussed and endorsed the establishment of the International Union for African migrants to be the shelter of the African migrants and frame their work in all over the world and be based in the city of Tripoli in Libya and may establish branches in all over the world as needed.


The participants have been honored to meet with the Leader of the Great Revolution and listen to his instructions, as stated in his speech and to be guided with it in their plans and programs for the future.


In conclusion the participants thanked the Leader of the Revolution, the King of Kings of Africa for sponsoring this historical conference and the hospitality the Libyan people and the Great Jamahiriya to the participants.


They also decided to extend gratitude and appreciation for the General Forum of Arab and African civil society organizations and all its bodies for the efforts they’ve done for the success of the Conference and to its International Preparatory Committee.
The Historical Conference of Migrants


17 January 2011
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  FRENCH

Les Décisions et Les recommandations de la   Conférence Historique Des Migrants Africains

Dans la période du 15 au 17 janvier 2011 à la ville de Tripoli en Libye, s'est tenue la conférence historique des migrants africains en Europe avec la participation des organisations et des associations et des dirigeants africains, et des professeurs et des chercheurs en Europe et des immigrants africains de la diaspora dans les Amériques, les Caraïbes, l'Australie, la Nouvelle-Zélande, en Asie et des personnes du le continent africain.


Les présents ont examiné les documents du travail actuel et les études présentés à la Conférence qui traite de divers thèmes de la conférence, et après une discussion sérieuse et approfondie et un dialogue sérieux les présents ont adopté les recommandations suivantes:


Premièrement: Thème des droits et des devoirs.


Les participants ont discuté les droits des migrants et de leurs devoirs et ont approuvé comme suit: -


1. Confirmer le droit des migrants à l'égalité des droits et des devoirs et des services et leur droit à vivre dans la dignité et l'élimination de toutes les formes de discrimination fondée sur l'origine ou la couleur ou la religion.


2. Appeler les immigrants à s'intégrer dans les activités politiques, sociaux et culturels afin de prouver leurs droits et de confirmer et de maximiser leurs efficacités dans la collectivité de la migration.


3. Inviter les immigrants à respecter les lois du pays dans lequel ils vivent et de défendre leurs droits par les voies légales reconnues, et travailler avec les médias de masse et des institutions de la société civile pour expliquer ce qui a été subi d'injustice et son exposition à la persécution


4. travailler à sensibiliser les migrants de leurs obligations envers de leur pays d'origine afin de défendre leur cause et de les aider à sortir de l'arriération et de progresser.


5. Appeler les migrants à s'organiser dans les institutions et les sociétés civiles de préserver le patrimoine culturel de l'Afrique et la lutte contre tous les dommages sur le continent et ses habitants.


Deuxièmement: le thème de développement dans face à la migration.


Les participants estiment, après la discussion de ce thème et après avoir examiné les causes et les risques de la migration et ses implications, et les réunions tenues autour sur tous les niveaux comme suit: -


1. Les solutions de sécurité ne sont pas suffisantes pour réduire la migration, nous devons trouver des solutions pratiques et objectives qui contribuent à examiner les causes de la migration commençant par le développement complète du pays source des migrants et la répartition d’un budget d'au moins 5 milliards de financement de l'Union européenne et les États-Unis d'Amérique dans le cadre du nouveau partenariat entre le gouvernement fédéral africain et européennes, pour créer un nouveau citoyen en Afrique.


2. Travailler pour obliger les pays occidentaux de s'excuser et de payer des réparations pour l'esclavage et le colonialisme et l'appauvrissement de l'Afrique, estimé à (777) milliards de dollars, suivant l'exemple historique entre la Libye et l'Italie, et une circulaire de profiter d'eux.


Troisièmement : Construction de l'Union africaine.


Les participants ont exposé le parcours de l'Union africaine depuis la Déclaration de sa fondation le 09/09/1999 à Syrte en Libye et ont déclaré ce qui suit: -


1. La nécessité d'accélérer la construction des institutions de l'Union, en particulier le gouvernement fédéral et les participants ont décidé de désigner la Fédération et le Forum des ONG arabo africaines de formuler un message adressé au sommet d'Addis-Abeba prochain à cet effet.


2. Travailler pour sensibiliser toutes les catégories populaires de l'importance de la Déclaration des États-Unis d'Afrique comme base pour veiller à la renaissance de l'Afrique et pour imposer son respect.


Quatrièmement: Les expériences de la migration africaine.


Les participants ont examiné les expériences de la migration africaine dans les différents continents du monde et sont arrivés aux suivants: -


1. Intégrer ces expériences et de les utiliser pour la promotion de l'homme et la préservation du patrimoine africain, en particulier l'expérience des Noirs américains aux États-Unis d'Amérique.


Travailler pour faire entendre la voix des migrants africains dans les sommets africains puisque les migrants africains sont la sixième région en Afrique, en plus des cinq autres régions d'Afrique, afin qu'ils aient le droit de parler et de s'adresse aux dirigeants, et d'inviter le Président de la Commission de l'Union africaine à désigner ses représentants dans la Commission de la Conférence.


Dans ce contexte, le public applaudit la présence des rois de l'Afrique comme faisant partie du tissu social du continent, appréciant également la participation de M. Jean Ping, président de la Commission de l'Union africaine à la séance d'ouverture de la Conférence.


2. Les participants estiment que le modèle électoral de l'Ouest ne correspond pas à la reproduction littérale en Afrique, le continent a ses héréditaires culturelles, et la conférence appelle les expertises migrantes à contribuer à la recherche d'un modèle approprié pour une application dans le continent et contribuer efficacement à la civilisation humaine.


Cinquièmement: La nouvelle alternative humanitaire.


Les présents ont entendu avec beaucoup d'intérêt à l’exposé approfondi de la nouvelle alternative humaines du système politiques prévaut représentants dans le Livre vert la Troisième Théorie universelle, et l'avis de ceux qui étaient présents que ce point de vue nécessite une étude et un enrichissement approfondi par le Congrès, et voient que ce qui a été mis à leur disposition de temps à cette conférence et qui a été suffisant pour la perception de son importance, mais il ne suffit pas d'approfondir la connaissance dans tous ses aspects, et ont appelé à la poursuite du dialogue dans ce sujet.


Sixièmement: insultant de la discrimination raciale à l'encontre les religions.


Les participants ont discuté ce thème et ont écouté des participations importantes et ont conclu comme suit: -


1. Les participants confirment la nécessité d'un respect mutuel des religions et leurs symboles, et la liberté de pratiquer les rites religieux suivant la manière à laquelle il croit.


2. le public constate que l’insulte raciale des religions peut être due à l'ignorance ou peut-être dû au recrutement des religions politiques et les deux nécessitent un traitement approprié.


3. Les participants confirment sur le risque de transmission des insultants raciales envers les religions du cadre individuel et privé au niveau des institutions et des États, et condamne la législation de l’insultant pour les religions de procéder à des référendums et des lois établies de cette insulte et légiférer à l'encontre de tous les principes et les conventions de la Constitution international, et appellent la Suisse et les pays qui ont poursuivi l'exemple d’abolir la législation qui interdit la construction de minarets et de permettre l'expulsion d'origine étrangère naturalisés s'ils commettent des infractions pénales, ce qui établit la discrimination raciale et d'inégalité entre les citoyens prescrits.

Les participants voient aussi que l'insulte des religions donnerait lieu à des réactions et des répercussions graves sur le continent, et dans le monde et menace les entités sociales de la ligne de division et de fragmentation et de fission.

Les participants condamnent également l'exploitation politique de la religion pour justifier l'ingérence dans les affaires intérieures des pays africains.

Septièmement: la création de la Confédération mondiale des migrants africains


1. Les participants ont discuté et approuvé la création de la Confédération mondiale des migrants africains pour couvrir les migrants africains et être le cadre de leur travail dans le monde entier et sera basé à la ville de Tripoli en Libye et peut établir des succursales dans le monde entier si nécessaire.


Les participants ont eu l'honneur de rencontrer le commandant de la Grande Révolution et d'écouter ses instructions, vu que ce qui est indiqué dans son discours est un programme d'action dans leurs plans et dans leurs programmes prochaines.


En conclusion les participants ont remercié le chef de la Révolution le Roi des Rois d'Afrique, pour son égide de cette conférence historique, et l’accueillant du peuple libyen et la Grande Jamahiriya aux participants.


Ils ont également décidé d'étendre la reconnaissance et l'appréciation au Forum générale du Forum des organisations de la société civile arabe et tous les organismes africaines pour les efforts et le succès de la Conférence et au Comité préparatoire internationale.

La Conférence historique des migrants


17 Janvier 2011