Wednesday, 17 November 2010

DONNE......DIASPORA AFRICANA ITALIA...

Lo sguardo di Combonifem sull'attualità dell'Italia e del mondo
NEWS
Women Generations Continuano gli incontri fuori dalle sale tra Generations e gli spettatori del Festival di Cinema Africano di Verona. Martedì pomeriggio, il ciclo di tavole rotonde dedicato all’approfondimento dà voce all’Africa femminile e al “ruolo della donna durante e dopo il cinquantenario dell’indipendenza africana”.



15.11.2010: Il secondo dei tre appuntamenti in programma in quest’edizione del 2010 porta il titolo di Women Generations: tavola rotonda sul ruolo della donna durante e dopo il cinquantenario dell’indipendenza africana. A condurre la serata (che si terrà martedì, alle 17.30, nella sala Fondazione Cariverona ex-chiesa S. Pietro in Monastero, via Garibaldi, 3), sarà Malice Omondi ( nella foto, originaria del Kenya, Malice è speaker e autrice di programmi radiofonici su Afriradio.it).

Tre le protagoniste. Cécile Kyenge è un medico, originaria della Repubblica democratica del Congo, è responsabile immigrazione del Pd dell’Emilia Romagna e consigliere provinciale a Modena. Fa parte della Rete della Diaspora nera in Italia- Redani. Cécile parlerà della Partecipazione politica delle donne africane nei Paesi di origine e di accoglienza, e presenterà il Progetto Women in Progress – piattaforme trasversale per la promozione della partecipazione politica delle donne in Italia.

Bridget Yorgure lavora come assistente sociale al Comune di Rovigo, è originaria della Nigeria. Bridget è portavoce in Italia del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni (Mosop) del Delta del Niger ed è coordinatrice della Diaspora africana per la Provincia di Rovigo. Il tema del suo intervento sarà: Impatto sulle donne dello sfruttamento delle materie prime nei Paesi africani: quali prospettive di sopravvivenza? In particolare farà riferimento a Nigeria e Repubblica democratica del Congo.

Haram Sibide, economista, originaria del Mali, lavora come consulente per la cooperazione decentrata ed è rappresentante del Forum Africa Siena. Haram si soffermerà sul tema: Donne africane, quale dialogo costruttivo con la cooperazione internazionale?
Ricordiamo che martedì sera ci sarà il secondo appuntamento del Festival afro party con dj Alix, presso il bar Time out (zona universitaria, via Campofiore 3, Verona; ore 22.30, ingresso libero).

http://www.combonifem.it/articolo.aspx?a=2981&t=N

Thursday, 21 October 2010

ANGOLAN DIES DURING DEPORTATION.....


Jimmy Mubenga: MPs call for inquiry

Submitted 18 Oct 2010 4:26pm

 MPs have called for an inquiry into the death of an Angolan deportee who died while being restrained by security guards on an outbound flight from Heathrow.

Last week, an eyewitness told the Guardian newspaper that Jimmy Mubenga called out to fellow passengers for help before he died.

Mr Mubenga was being escorted out of Britain on a commercial British Airways flight to Angola by guards working for G4S – a private security firm, currently contracted by the Home Office to handle deportees.

Police and paramedics were called when Mr Mubenga lost consciousness, and the aircraft, which had been due to take off, returned to the terminal.

A US citizen - the third witness to come forward within 24 hours of the incident, last Tuesday night - was a passenger on the same flight. He said: “The last thing we heard the man say was he couldn't breathe.”
So far, four passengers have come forward to say that during the flight, they saw the 46-year-old father of five being heavily restrained under the seats by security officers.

Scotland Yard have taken over the investigation into Mr Mubenga's death. A Metropolitan Police spokesman said: "Officers from the homicide and serious crime command are investigating the death."

During a Home Affairs select committee, Liberal Democrat MP Julian Huppert called for a 'wide ranging and independent inquiry' into the country's deportation system.

Labour Chair Keith Vaz said: "The use of excessive force in deportations is dangerous and unacceptable. If, as eyewitness reports suggest, Mr Mubenga was complaining of breathing difficulties, questions must be asked as to why help was not called for sooner.
"I will be writing to both the home secretary and G4S on this matter whilst awaiting the outcome of police investigations. When removing people from the UK, human rights must be fully respected at all times." Concluded Mr Vaz.
Mr Mubenga's death echoes that of Jamaican immigrant Joy Gardner, who died in 1993 when police and immigration officers attempted to arrest and deport her, following the expiration of her six-month visa.

Thirteen feet of tape was wrapped around Ms Gardner's head and a body belt was used as a restraint. Ms Gardner fell in to a coma and was pronounced dead in hospital.

Three police officers were tried and cleared of causing her death.

The Institute of Race Relations' report into the lives of asylum seekers says that racist asylum and immigration policies in the UK have led to the deaths of 77 asylum seekers and migrants over the past four years, including that of Mr Mubenga.

Driven to Desperate Measures found that seven are said to have died in prison custody; more than a third of the deaths are people suspected or known to have taken their own lives after their asylum claims had been turned down; seven are said to have died after being denied health care for "preventable medical problems" and 15 are said to have died during desperate and "highly risky" attempts to enter the country.
By Davina Kirwan


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15/10/2010stampainvia


Gran Bretagna, immigrato muore ammanettato al sedile dell'aereo durante il rimpatrio
Jimmy Mubenga si lamentava perché non riusciva a respirare, ma le guardie di sicurezza private che lo stavano scortando in Angola non gli avrebbero creduto

"Non respiro, non respiro", ma le guardie private non gli credono. Jimmy Mubenga, 58 anni, è morto ammanettato al sedile dell'aeroplano che lo stava riportato in Angola.

Immigrato irregolare, l'uomo era scortato da tre guardie private. "Due erano sedute ai lati, mentre una terza aveva il posto davanti al suo", racconta Kevin Wallis, ingegnere che si trovava seduto vicino a Mubenga. "Continuava a dire che non riusciva a respirare, ma le guardie, dopo le mie proteste, mi hanno detto che sarebbe stato bene una volta in volo".
Invece l'aereo della British Airways, in partenza da Heathrow martedì sera, non è mai decollato. Mubenga è stato trasportato in ambulanza verso l'ospedale, ma i medici non hanno potuto fare altro che constatarne la morte. Ora la polizia ha aperto un'indagine per capire cosa sia andato storto e se le guardie abbiano avuto un ruolo nella morte. "Lo tenevano giù con forza, troppa forza, anche se lui si lamentava", denuncia Wallis. Nel 2006 Mubenga era stato condannato a due anni di reclusione per lesioni personali dopo una rissa in un nightclub.



Saturday, 25 September 2010

I “figli dell’Africa” si presentano alla città. Sabato 25 all’Affratellamento

Carolina Mancini per l’Altracittà
Mwana Africa: figli dell’Africa in Ki Swahili (una lingua parlata in tutta l’Africa orientale, nata all’epoca della tratta degli schiavi dalla mescolanza fra l’arabo e le lingue locali). È questo il nome di una nuova associazione che si presenterà alla cittadinanza il prossimo sabato 25 settembre presso il Teatro dell’Affratellamento in via Gian Paolo Orsini 73 a Firenze, con una serie di interventi che culmineranno in un pranzo a base di pietanze africane.

«Siamo circa un’ottantina di persone, in prevalenza immigrati, anche se non tutti africani, e ci sono anche una decina di italiani». Così ci spiega Kassambwe-Kassamba, il presidente di Mwana Africa. «Ci sono molti progetti che intendiamo portare avanti. Alcuni già in piedi, come la Rete Panafricana del Contenzioso, un insieme di avvocati italiani e giuristi africani che hanno studiato in Europa, e che svolgono un lavoro di consulenza e supporto, per esempio nei confronti degli immigrati che sono in carcere o che hanno un procedimento in corso».

Mwana Africa si rivolge principalmente alle persone non abbienti di qualsiasi nazionalità, occupandosi di questioni relative ai bambini non accompagnati, alle donne lavoratrici, alle famiglie monogamiche, fornendo assistenza agli immigrati nel corso degli iter burocratici relativi alle varie pratiche e nei rapporti con le istituzioni. Da quasi un anno “i figli dell’Africa” si ritrovano ogni seconda domenica del mese, di solito presso l’Osteria del Leone a Sant’Ilario (Lastra a Signa) per discutere e confrontarsi, cercando di svolgere una funzione di coordinamento con le altre associazioni e di cerniera fra queste, i singoli cittadini e le istituzioni.

Per ora Mwana Africa non ha fonti di finanziamento, se non «le cene africane che ogni tanto organizziamo al Circolo di Sant’Ilario – continua Kassambwe. Lo scopo della giornata di sabato è anche quello di trovarne alcuni, e comunque di allargare la nostra rete. Ci piacerebbe che altri tecnici aderissero, per portare avanti questo lavoro di consulenza anche in altri campi: medici, architetti, costruttori, artisti. Noi ci consideriamo anche una sorta di ‘scuola’ di educazione alla responsabilità e al senso delle istituzioni: per questo lo scambio con questi specialisti sarebbe un’importante ricchezza da condividere fra i nostri soci. Faccio un esempio banale: se un africano volesse circoncidere il figlio, potremmo promuovere un dibattito in cui la questione viene affrontata dal punto di vista legale, con un avvocato che spiega cosa dice la legge a questo proposito, dal punto di vista medico, affrontando le questioni igienico-sanitarie, e così via. La nostra aspirazione è quella di ‘esportare’ i risultati che questa rete produrrà (le competenze, la conoscenza, la cultura) anche fuori dall’Italia, nei paesi di provenienza degli immigrati, perché è chiaro che se le persone stessero bene a casa propria non la lascerebbero, e verrebbero in Italia solo come i nostri ‘cugini americani’, per ammirare le opere di Michelangelo. Ma per arrivare a questo è necessario partire dal nostro territorio e dalle sue risorse».


La giornata di sabato 25

Si inizia alle 9.00 con l’intervento dello stesso Kassambwe-Kassamba, che presenterà l’associazione.

All’intervento di Kassambwe seguirà quello dell’assessore regionale al Welfare e alle politiche per la casa Salvatore Allocca che parlerà di “Integrazione partecipe e tutela dei cittadini stranieri”.

L’avvocato Giovanni Flora, presidente della Camera Penale, si occuperà invece di “difesa dell’immigrato e difficoltà nel corso del processo.”.

Il punto di vista degli immigrati sull’integrazione sarà affidato a Olumba Napoleon, portavoce della comunità nigeriana di Siena.

Di “Sicurezza e legalità” parlerà la Dottoressa Daniela Lucchi, dirigente della prefettura per l’Area IV – Diritti Civili, Cittadinanza, Condizione Giuridica dello Straniero, Immigrazione e Diritto d’Asilo -, mentre Andrea Amaro, della CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) affronterà il tema: “Immigrati nella società post industriale: una risorsa o un problema?”).

Al pranzo finale si potranno gustare prelibatezze della Costa D’Avorio, del Congo, del Senegal e del Maghreb.

Per altre informazioni: 339.6913675
http://www.altracitta.org/2010/09/23/i-figli-dellafrica-si-presentano-alla-citta-sabato-25-allaffratellamento/