
Doppiata la portata d'acqua della diga delle Tre Gole in Cina (foto)
Costerà 56 miliardi, porterà un fiume di elettricità fino all'Europa
LUIGI GRASSIA
TORINONella sfida al colossale l’Africa può battere tutti, persino la Cina. Il Congo ex belga, cioè l’ex Zaire, quello con capitale Kinshasa, sta per costruire un sistema di dighe - che si chiamerà Grand Inga - con una potenza quasi doppia della famosa diga delle Tre Gole in Cina: addirittura 39 mila MegaWatt, cioè l’equivalente di 23 centrali nucleari del tipo più grosso che ci sia al mondo (l’Epr di Flamanville di Edf-Enel). Anche le spese di costruzione sono elefantiache: 56 miliardi di euro messi a disposizione dalla Banca mondiale, dalla Banca europea per gli investimenti e da alcune altre istituzioni. Ventitré supercentrali nucleari di modello Epr eccedono di molto le necessità di un Paese come il Congo, perciò si sta già progettando un sistema di cavi elettrici che da Grand Inga porterà l’energia fino al lontano Sud Africa, e nell’opposta direzione alla rete nordafricana, da dove la corrente potrà poi passare in Europa e in Italia. Il risultato di questo progetto-King Kong è che premeremo l’interruttore a Roma o a Milano e la corrente ci arriverà dal Congo. Quest’ultimo sviluppo, a dir la verità, è la parte più controversa del progetto, perché alcuni critici (africani e non) protestano per tanti miliardi di euro destinati teoricamente allo sviluppo dell’Africa e invece dirottati a soddisfare il fabbisogno energetico dell’Europa; ma alla World Bank non accettano obiezioni: «Per finanziare un investimento di 56 miliardi di euro abbiamo bisogno di clienti solvibili» spiegano all’Africa Energy Group della Banca, e solo così si potrà sostenere il più grande progetto di sviluppo mai finanziato e sarà possibile portare la luce elettrica a 500 milioni di africani che ancora non ce l’hanno. Questo è solo uno dei progetti faraonici che riguardano l’energia in Africa. Un altro è il gasdotto da 8,5 miliardi di euro (le firme sono state messe un mese fa) per portare il metano dalla Nigeria all’Algeria e da qui all’Italia e al resto d’Europa. Poi c’è il «Desertec» per ricavare energia dal sole e dal vento nel Sahara e convogliarla in Europa, un progetto magnifico che però costa 400 miliardi di euro e quindi chissà quando si farà. E c’è sempre il vecchio petrolio. La nuova frontiera del greggio è proprio il Congo della diga Grand Inga.




ROMA - "L'Occidente a occhi chiusi" non vuole vedere i barconi di clandestini, così come durante il nazismo nessuno vedeva i treni pieni di ebrei diretti ai campi di concentramento. A paragonare l'indifferenza verso gli immigrati irregolari dispersi in mare con quella delle popolazioni al tempo della Shoah è l'Avvenire con un editoriale in prima pagina. C'é, per il quotidiano dei vescovi, "almeno un equivoco in cui non è ammissibile cadere. Nessuna politica di controllo dell'immigrazione consente a una comunità internazionale di lasciare una barca carica di naufraghi al suo destino. E questa legge ordina: in mare si soccorre". A terra poi si guarderà a "diritto di asilo, accoglienza, respingimento". Ma prima "le vite si salvano".